Giovedì ho annunciato la mia assenza dal Web per qualche giorno, giusto per il tempo di una rapida scappatella a Strasburgo, città che mi ha regalato 6 mesi di vita piena di emozioni e alcune piacevoli “conseguenze”, tra cui una sfilza di amici sparsi per i quattro angoli del mondo, una bella padronanza dell’idioma transalpino e (non ditelo a nessuno!) una compagna.

Ebbene sono stato fuori dal Web per oltre due giorni (non è questa la notizia!) ma non sono riuscito a staccarmi completamente dalla mia passione/professione che è riaffiorata con prepotenza quando, durante il viaggio di ritorno nei pressi di Lucerna, ho caricato in macchina (mai sentito parlare di Car Pooling?) Cristopher, un blogger americano sbarcato in Europa da un paio di settimane con l’idea di passare un periodo di viaggio e “lavoro e distanza” nel vecchio continente.

Non potevo perdere l’occasione di riflettere, per alcune ore (il tempo del viaggio tra Lucerna e Milano in auto!), insieme ad un coetaneo a “stelle e strisce” che vive di web e poter quindi raccogliere informazioni dirette sul Social Web negli USA, mercato sicuramente diverso ma spesso precursore del nostro.

Di seguito riporto in maniera sparsa e sintetica ciò che è emerso nella nostra conversazione e che maggiormente mi ha colpito:

  • Foursquare negli USA va alla grande. Quasi tutte le attività locali propongono Special di ogni tipo per fidelizzare i clienti. L’affluenza al check-in è molto ampia e, secondo Cris, motivata più dagli sconti che da altre dinamiche (gaming, narcisismo, incotrare gli amici, ecc.).
    (Per la cronaca, quando gli ho spiegato che da noi c’è chi negli special regala la maglietta con sopra un pollo… ha riso di gusto!)
  • Groupon rulez! Il mio ospite mi ha spiegato che, nonostante tutto, Groupon continua ad andare a gonfie vele negli USA. Anche li la politica commerciale è molto aggressiva ma le aziende sembrano aver sviluppato maggiore consapevolezza anche dei difettti di questo tipo di strategia. Insomma, sebbene non fidelizzi più di tanto il cliente, fa comodo soprattutto avere una database rinfrescato da potenziali clienti. Mi ha poi confessato che invece Groupon Now non sta funzionando e se ne sente parlare poco. Anche lui, come il sottoscritto era convinto sfondasse e invece… nada.
  • Pinterest come il prezzemolo. Altro discorso che abbiamo affrontato è stato quello legato alla diffusione di Pinterest. Non solo tutti ne parlano, ma anche negli USA sembra proprio che tutti lo usino e lo stile della piattaforma (inteso come layout), secondo Cris, sta invadendo la maggior parte dei siti statunitensi.
  • Facebook? Altro che calo. Alla mia domanda riguardo ad un calo nell’utilizzo di Facebook nella fascia di età degli universitari (qualcosa che avevo letto da qualche parte, ma non ricordo esattamente dove) mi ha risposto con molta convinzione che il gigante blu è in grande salutee ben lontano dall’essere minimamente in calo.
  • E Google (Plus)? Vi dico la verità: in più di due ore di chiaccherata su Web (e in particolare ambito social) non è mai venuto fuori il nome di Google, figuriamoci di G+, neppure minimamente considerato da Christopher che invece, per esempio, ha fatto un breve accenno alle potenzialità in chiave digital PR di Twitter. Un caso?

    Che ne dite?