Seguo abbastanza costantemente l’evoluzione del Web Semantico, un gruppo di metodi e tecnologie sviluppatesi per far “comprendere” alle macchine (ai computer) il significato delle informazioni che si trovano nel World Wide Web.Oggi vi voglio fornire alcune spiegazioni in merito a ciò che porbabilmente sarà il futuro del Web.

Se cercate su Wikipedia il significato di Web Semantico…

Con il termine web semantico, termine coniato dal suo ideatore, Tim Berners-Lee, si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.
Con l’interpretazione del contenuto dei documenti che il Web semantico propugna, saranno possibili ricerche molto più evolute delle attuali, basate sulla presenza nel documento di parole chiave, ed altre operazioni specialistiche come la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate del semplice collegamento ipertestuale.

Io stesso qualche tempo fa ho scritto una introduzione, per tutti, all’argomento che risulta spesso ostico. Riprendo questo passaggio:

L’idea del Web Semantico quindi nasce dalla necessità di estendere l’attuale web (non sostituirlo!) in modo da favorire lo scambio di informazioni oltre che tra esseri umani anche tra programmi per computer, tramite una rappresentazione che anche questi ultimi siano in grado di utilizzare e, in un certo modo, di comprendere.
Grazie a questa nuova concezione, la connessione fra i testi e le parole va al di là del legame sintattico, ma si basa soprattutto sul significato dei documenti pubblicati e sulla possibilità di metterli in relazione fra loro mediante parole-chiave che “sostengono” il testo scritto. Ma perchè, quale sarebbe la funzionalità? Sicuramente la possibilità di scambio di informazioni tra programmi aumenta indirettamente ed esponenzialmente la quantità di informazioni che possono utilizzare gli esseri umani.

Vi voglio proporre anche un’infografica molto interessante che ho trovato su Internet negli ultimi giorni, che si sofferma con semplicità sulle differenze tra il Web 2.0 e il Web 3.0 (il Semantic Web), e sulle diverse componenti utilizzate per la tecnologia del Web Semantico. Giusto per avere un’idea queste sono le basi:

  • RDF: codifica, lo scambio e il riutilizzo di metadati strutturati e consente l’interoperabilità tra applicazioni che si scambiano informazioni sul Web
  • OWL: linguaggio  per rappresentare esplicitamente significato e semantica di termini con vocabolari e relazioni tra gli stessi.
  • XML: è un linguaggio che fornisce una sintassi elementare per la struttura dei contenuti nei documenti
  • SPRAQL: consente di estrarre informazioni dalle basi di conoscenza distribuite sul web.
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Voglio terminare il post con una considerazione che da un pò di tempo mi “balena” per la testa. A mio avviso la prepotente quanto inaspettata diffusione del Social Web sta influenzando l’evoluzione del Web Semantico. Credo infatti che lo sviluppo di alcune novità come l’Open Graph di Facebook e la prossima uscita delle Annotations di Twitter, due applicazioni che si servono anche delle idee (e tecnologie) del Web Semantico, in ambito prettamente “Social”, stiano portando alla creazione di una sorta di ibrido tra queste due sfere (socialmedia e semantic web) prima nettamente separate.

Sono molto curioso degli sviluppi di questa “vicenda” che interesserà da vicino gli utenti nei prossimi anni. Che cosa ne pensate?